“TEXAS RADIO AND THE BIG BEAT” DEI DOORS: POESIA ALLA RADIO
I Doors incidono “THE WASP (Texas Radio And The Big Beat)” nel dicembre
1970. Essa sarà poi pubblicata nell’aprile 1971 sul sesto LP della band: “L.A.
Woman”.
Al fine di comprendere la natura di questo brano è necessario risalire alle
sue origini, le quali possono essere collocate quasi due anni e mezzo prima
della sua registrazione ufficiale, vale a dire nell’estate 1968.
Fin dalle esibizioni dal vivo dell’estate 1967, la band deviava
frequentemente da quanto i fan potevano ascoltare su vinile.
Interponendo al normale corso delle canzoni emozionanti improvvisazioni
poetico-musicali guidate dai versi del cantante Jim Morrison, il quartetto
manifestava la propria carica innovativa innestando la poesia sul fertile
terreno del genere rock.
L’esempio più celebre in questo senso è costituito dalla sequenza “Wake Up”
– “Light My Fire”, proposta dal gruppo sui palchi americani proprio dall’estate
1967 in poi. Si tratta di un rovente poema recitato da Morrison su di un
astratto sfondo sonoro tratteggiato dal resto della band. Esso sfocia
improvvisamente e con grande effetto scenico nell’introduzione della più famosa
composizione dei Doors.
Il ’68 porta con sé ulteriori soddisfazioni commerciali per i Doors. L’LP
“Waiting For The Sun” ed il singolo “Hello, I Love You”, contenuto nell’album,
approdano entrambi al primo posto delle rispettive classifiche Usa in luglio.
Il successo di “Hello, I Love You” spinge Morrison a selezionare un’altra
delle proprie poesie allo scopo di costruire una combinazione analoga a quella creata
con “Wake Up” – “Light My Fire”.
Viene così sperimentata, a partire dai concerti del luglio ’68, la progressione
musicale formata dai versi intitolati “Texas Radio And The Big Beat” seguiti
immediatamente dall’esplodere di “Hello, I Love You”.
La prima occasione in questo senso è il famoso concerto tenuto all’Hollywood
Bowl di Los Angeles (5 luglio 1968) davanti a circa ventimila persone (tra le
quali figurava in prima fila Mick Jagger).
Approssimativamente a metà dell’esibizione Morrisson intona una prima
versione della poesia "Texas Radio And The Big Beat". Essa è qui più breve di come apparirà in futuro ed è accompagnata
da due strumenti: la batteria suonata da John Densmore e il Fender Rhodes Piano
Bass suonato da Ray Manzarek con la mano sinistra.
L’intervento del batterista è circoscritto ad alcuni rarefatti, ma eloquenti,
commenti percussivi che si alternano sfuggenti tra i piatti e i diversi tamburi.
La piccola tastiera che riproduce le frequenze del basso elettrico, invece, ripete
con tenue costanza una figura lieve e circospetta composta da scure note indagatrici.
Questa espressiva discontinuità minimalista sostiene un poema dai
molteplici e criptici significati. Le sue sembianze stilizzate ci permettono di
intuire lo svolgersi di una surreale trasmissione radiofonica. Una trasmissione
che, portata sul palco dell’Hollywood Bowl sotto forma di poesia, delinea una cornice
per appassionanti voli pindarici verbali e taglienti considerazioni nascoste
tra le pieghe di allegorie allucinate.
Incontriamo qui, inoltre, uno dei versi più significativi, pungenti e
coraggiosi mai prodotti da Morrison: “Nessuna ricompensa eterna potrà mai
perdonarci ora per aver sprecato l’alba” (in inglese: “No eternal reward
will forgive us now for wasting the dawn”).
Il connubio poetico-musicale dato da “Texas Radio And The Big Beat” e
“Hello, I Love You” sarà riproposto abbastanza spesso nei seguenti tredici spettacoli
dal vivo che i Doors suoneranno dal 6 luglio ’68 all’1 di settembre dello
stesso anno.
Il tour che porterà la band in Nord Europa (durante la prima metà del
settembre ’68) rappresenterà anche l’ultima opportunità per poter assistere a questa
inusuale, trascinante ed efficace sequenza.
La poesia “Texas Radio And The Big Beat” affonda quindi in un lungo
silenzio che si protrae per due anni. Essa torna a manifestarsi alla fine del
1970, nell’ambito delle sedute di registrazione per l’ultimo disco del gruppo
con Jim Morrison in vita: “L.A. Woman”.
La traccia che ne emerge supera i quattro minuti di durata e assume il
titolo di “THE WASP (Texas Raio And The Big Beat)”. Il suo testo viene ampliato
e parzialmente modificato nell’ordine dei versi rispetto al componimento dell’estate
1968.
Ad essere aggiunta è anche l’affascinante e indimenticabile frase: “Qui
fuori sul perimetro, non ci sono stelle / Qui fuori noi siamo strafatti,
immacolati” (in inglese: “Out here on the perimeter, there are no stars
/ Out here we is stoned, immaculate”).
Non è certo la prima volta che gli scritti poetici di Morrison divengono
una canzone grazie alla sapiente elaborazione collettiva da parte del quartetto.
Tuttavia, in questo caso, i Doors allestiscono un setting musicale particolarmente
audace.
In “The Wasp (Texas Radio And The Big Beat)” assistiamo infatti ad una sorta
di programma trasmesso alla radio che lo spettatore è invitato a seguire nelle
sue varie fasi.
Lo show si suddivide in tre parti che si avvicendano tra loro, scelte
appositamente perché tipiche del contesto radiofonico.
La prima (corrispondente alle strofe del brano) è affidata all’atipico
conduttore della trasmissione (Morrison) che recita evocativi versi su di un incalzante
e risoluta figura ritmico-melodica (ad esempio dal min. 0.00 al min. 0.52 o dal
min. 1.09 al min. 1.32).
L’incedere deciso dell’accompagnamento richiama quello della strofa di “Tobacco
Road” dei Nashville Teens (pubblicata nel 1964 e reinterpretata, tra gli altri,
dai Blues Magoos nel 1966).
La seconda parte del programma radio (corrispondente ai ritornelli della
canzone) simula il motivetto vivace e scherzoso di una pubblicità che
interrompe brevemente lo show (ad esempio dal min. 0.52 al min. 1.08 o dal min.
1.33 al min. 1.49).
La terza ed ultima parte è occupata da due piacevoli e dinamici assoli (di
Robby Krieger alla chitarra elettrica e di Ray Manzarek all’organo Hammond C3),
i quali svolgono il ruolo di intermezzi musicali durante il programma.
Lungo tutto il pezzo, la voce del cantante crea un vivido effetto
“radiofonico” grazie a due linee vocali che volutamente non sono perfettamente
sovrapposte, ma leggermente sfalsate l’una rispetto all’altra (tramite l'utilizzo dell'effetto detto "delay"). La voce in primo
piano è immersa in un ampio e profondo riverbero mentre quella in secondo piano
è avvertita ad un volume più basso.
Il risultato finale è più che riuscito, rappresentando il fattore sonoro più
convincente dell’intero brano insieme all’incisivo e ruvido basso elettrico del
sessionman Jerry Scheff.
Da segnalare, in fine, l'unico assolo di batteria di Densmore nell'intero repertorio della band (dal min 3.46 al min. 3.53). Benché piuttosto conciso, essi si distingue per contenere alcuni effetti ottenuti con il sintetizzatore, i quali si traducono in ondulate e fugaci distorsioni di alcuni dei colpi scanditi dal batterista.
Dal punto di vista prettamente musicale, è possibile affermare che “THE
WASP (Texas Radio And The Big Beat)” costituisca uno dei momenti meno
coinvolgenti nella meravigliosa discografia dei Doors.
Malgrado ciò, l’idea di mettere in musica una stravagante ed irreale trasmissione
radiofonica arricchisce il pezzo di un ragguardevole estro creativo.
Inoltre, un testo brillante, in arguto equilibrio tra immaginifica astrazione
poetica e indagine sociologica, risolleva considerevolmente le sorti artistiche
di questa originale composizione.
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