“ALL BLUES”: L’INEDITO IN “THE MATRIX” ORIGINAL MASTER TAPES
La
pubblicazione dei live suonati dai Doors tra il 7 e l’11 marzo 1967 al “The
Matrix” di San Francisco con un audio migliorato dall’utilizzo delle sorgenti
sonore originali, comprende anche otto inediti. Di questi, due sono brani
strumentali mai sentiti prima nel repertorio della band.
“All
Blues”, il primo di essi in ordine cronologico, è tratto dal primo concerto del
7 marzo (sulle tre esibizioni totali di quella sera). Si tratta di una cover:
un pezzo Jazz scritto da Miles Davis e registrato nell’aprile 1959. Tre mesi
dopo sarà pubblicato sullo storico album “A Kind Of Blue”.
Vediamo le
caratteristiche principali dell’originale, per poi passare in rassegna la
versione che ne fanno i Doors al “The Matrix”.
L’ORIGINALE
DI MILES DAVIS
“A Kind Of
Blue” è una pietra miliare del Jazz, il quale con le sue note sottolinea due
momenti molto importanti di questa tipologia di musica.
Il primo è
il coronamento del genere Hard Bop attraverso una raffinatezza esecutiva che
non trova uguali, anche grazie ai musicisti scelti da Davis come partner. Il
secondo momento di grande importanza scandito da questo LP è il passaggio ad un
nuovo genere di Jazz: il Jazz Modale.
Oltre a
Davis (tromba), troviamo Cannonball Adderley (sax alto), John Coltrane (sax
tenore), Paul Chambers (contrabbasso), Bill Evans (pianoforte) e Billy Cobb
(batteria). Essi sono certamente tra i migliori interpreti dei rispettivi
strumenti, con Coltrane e Chambers a distinguersi poco sopra gli altri.
“All Blues” è la traccia numero 4 del disco e dura 11 minuti. Essa vede già il Jazz Modale come preponderante su quello Hard Bop. Tuttavia, il brano può essere collocato alla feconda intersezione tra i due stili, dando vita a un terreno molto favorevole per ciò che verrà suonato nel jazz del decennio successivo.
Il tema iniziale
e conclusivo è suonato dalla tromba usando la sordina e dai due sassofoni,
mentre sullo sfondo il piano accresce la tensione stendendo un tappeto di note
rapide e ripetute. Gli assoli improvvisati sono di Davis, Adderley, Coltrane e
in fine Evans con un minore tempo a disposizione.
Non ci
dilunghiamo ulteriormente per non rubare spazio ai Doors, ma consigliamo
caldamente di ascoltare con attenzione questo bellissimo brano dall’atmosfera
pensierosa e vagamente malinconica.
LA
VERSIONE DEI DOORS AL “THE MATRIX”
La resa
dei Doors, inedita fino a pochi giorni fa, ci mostra il gruppo durante la prima
serata al “The Matrix”. “All Blues” viene scelta dal gruppo non a caso.
Infatti, essi erano estimatori e fan di molti musicisti Jazz del periodo che
seguivano anche dal vivo quando ne capitava l’occasione. La passione per il
jazz si fece dunque strada anche all’interno degli arrangiamenti dei Doors, sia
dal vivo che in studio.
Non è quindi
strano che abbiano scelto di suonare una cover di Miles Davis. Il tema iniziale
e finale è reso dall’organo elettrico di Manzarek (che svolge il ruolo dei due
sassofoni) e dalla chitarra elettrica di Krieger (che si assume il compito
della tromba).
Le
improvvisazioni vedono susseguirsi prima l’organo poi la chitarra mentre la
chiusura ripete quanto già descritto per il tema di apertura.
Nel suo
assolo Manzarek modifica l’atmosfera originale con un attacco dal sapore più
dinamico e scorrevole, evitando le fascinose involuzioni e gli accenni sfumati
dei tre fiati solisti nella performance del 1959.
Al
contrario, Krieger si mantiene maggiormente aderente a quanto arrangiato da
Davis, perdendo tuttavia in incisività lungo lo sperimentale percorso rivelato
dalle sue note.
Sei minuti
e mezzo tutt’altro che scontati per un gruppo che aveva pubblicato da soli tre
mesi un disco rock (“The Doors”, pubblicato nel gennaio 1967) e che invece si
presenta in questo caso con uno dei suoi volti più sofisticati e ricercati
musicalmente.
Le
capacità tecniche dei tre strumentisti e la flessibilità artistica dei Doors
hanno reso possibile ciò che molto difficilmente possiamo riscontrare in altre
band Rock o Pop-Rock.
Il mio libro “The Doors Attraverso Strange Days” è disponibile su tutte le principali piattaforme. Il più completo viaggio mai fatto attraverso il secondo LP dei Doors. Di seguito qualche link:





Commenti
Posta un commento